da Cronaca Numismatica n. 88 - Luglio/Agosto 1997

Di Claudio Gallo

            La collezione numismatica dell'Accademia di Sant'Anselmo ad Aosta, visitabile su appuntamento, è costituita da 2.032 pezzi provenienti, per la maggior parte, da ritrovamenti monetari avvenuti nel territorio della Valle d'Aosta a partire dal 1833, integrati in seguito da acquisti e da donazioni varie. La raccolta delle monete si divide in sette nuclei: celtiche della Gallia (n. 39), greche (56), alessandrine (17), romane repubblicane (118 d'argento e 56 di bronzo), romane imperiali (1.396), bizantine (30) e medievali e moderne, compresi i Savoia (206). Ci sono poi le medaglie (68), le bolle plumbee (9), i calchi in gesso (11) e i sigilli (26).

           Tra le monete celtiche si trovano i tre pezzi più importanti che, coniati tra il III e il I secolo a.C., costituiscono il fiore all'occhiello dell'intera collezione. Il primo è uno statere aureo rinvenuto nell'orto del vescovado di Aosta nel 1838, pesa 7,10 g. e ha un diametro di 17 mm; al dritto presenta una testa d'uccello rivolta a sinistra tra una corona d'alloro mentre al rovescio è raffigurata una stella a quattro punte con sotto due segni simili alla lettera «S» contrapposti e un globetto in alto a sinistra.

          Molte monete simili a questa sono state ritrovate nel Baden-Wűrttemberg e lungo il Reno, in Germania, dove venivano chiamate “Regenbogenschűsselchen”, che vuol dire «scodellina dell'arcobaleno», perché venivano alla luce a volte dopo i temporali dove l'arcobaleno toccava la terra. Altre simili sono state scoperte nella pianura di Vercelli dove Caio Mario sconfisse i Cimbri nel 101 a.C. In alcuni luoghi queste monete venivano polverizzate e bevute come medicamento. Henri de La Tour, nell' ”Atlas des monnaies gauloises” le classifica come stateri aurei dei Galli Boi di Boemia e Baviera. Il secondo statere aureo è stato rinvenuto a Verrès (Aosta) nel 1861, pesa 6,86 g e ha un diametro di 20 mm; al dritto è raffigurato un globetto in alto a sinistra con tre asticelle sotto e un reticolo a destra mentre al rovescio presenta la scritta “PRIKOU” in caratteri leponzi sormontata da una linea con un globetto dentro un anello e sotto la scritta un tridente con le punte verso destra.

           Il terzo statere aureo è stato ritrovato a Saint-Martin-de-Corléans (Aosta) nel 1857, pesa 7,09g e ha un diametro di 18mm; il dritto è uguale a quello descritto nella moneta precedente mentre al rovescio compare la scritta «KAT» in caratteri leponzi sormontata da un tridente con le punte rivolte a sinistra e, nella parte inferiore, sotto la linea che delimita la scritta, c'è una specie di triangolo con un globetto sul vertice in basso. Queste ultime due monete celtiche provengono dall'alta valle del Rodano.

          Proseguendo nell'esame delle monete del medagliere dell'Accademia di Sant'Anselmo spicca per la sua bellezza e per la sua rarità un tetradramma di Siracusa (485-479 a.C.) con al dritto la testa di Aretusa diademata a destra ed al rovescio la biga sormontata dalla Nike in volo a destra. Tra le monete romane repubblicane d'argento ci sono diversi denari di buona conservazione. Tra i più importanti ricordo quelli di Aelia (P. Aelius Paetus, 138 a.C.), Caecilia (C. Caecilius Metellus Caprarius, 125 a.C.), Fabia (Q. Fabius Labeo, 124 a.C.), Lucilia (M. Lucilius Rufus, 101 a.C.), Calpurnia (L. Calpurnius Piso Frugi, 90 a.C.), Fonteia (P. Fonteius P.F. Capito, 55 a.C;) e Julia (P. Sepullius Macer, 44 a.C.). Esaminando le monete romane imperiali sono da evidenziare i denari di Galba (68-69 d.C.), Otone (69 d.C.) e Vitellio (69 d.C.) e i sesterzi di Tiberio (14-37 d.C.), Druso (23 d.C.) e Caligola (37-41 d.C.). Di particolare importanza, tra le monete bizantine, i solidi degli imperatori Leone I (457-474) e Tiberio III (698-705). Infine, tra le monete medievali e moderne, da rilevare un ducato d'oro di Sigismondo d'Ungheria (1387-1437), trovato a Saint-Oyen (Aosta) sulla strada romana che portava al valico del Gran San Bernardo nel 1891 e che raffigura al dritto San Ladislao con globo crucigero e alabarda e al rovescio uno stemma in cerchio di perline. Abbiamo poi un ducatone d'argento di Filippo II di Spagna (1556-1598), battuto a Milano nel 1586, che presenta al dritto il busto corazzato del sovrano verso destra e al rovescio lo scudo di Milano; una mezza lira II tipo in mistura di Carlo Emanuele II (1639-1648, reggenza della madre), coniata a Torino dal 1641 al 1643; una mezza lira II tipo d'argento di Vittorio Amedeo II Duca (1680-1713), battuta a Torino nel 1704, e ancora una moneta da grossi 5 e 1/4 d'argento di Carlo II di Savoia (1504- 1553) oltre a diversi bianchi e grossi sabaudi.

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