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dall’Annuario Numismatico Rinaldi - 1948
Le
nuove monete metalliche della Repubblica Italiana
Di
Giovanni Calchera
Le caratteristiche
tecniche ed artistiche dei nuovi coni incisi da P. Giampaoli su bozzetti
di G. Romagnoli, sono le seguenti:
Moneta da 10 lire – Diametro
mm. 29 – Peso gr. 3.
Nel contorno sono
incise le parole “Repubblica Italiana” ed un ramoscello di quercia. Nel
diritto hanno inciso un cavallo alato raffigurante Pegaso e le parole
“Repubblica Italiana”. – Sul rovescio figura un ramoscello d’ulivo.

Moneta da Lire 5 – Diametro
mm. 26,7 – Peso gr. 2,5.
Contorno godronato; sul
diritto testa di donna con fiaccola della Libertà, lungo il bordo le
parole “Repubblica Italiana”. – Sul rovescio un grappolo d’uva con
tralcio e foglie.

Moneta da Lire 2 – Diametro
mm. 24,1 – Peso gr. 1,75.
Contorno liscio; sul diritto
aratore curvo sull’aratro, lungo il bordo “Repubblica Italiana”. – Sul
rovescio una spiga di grano.

Moneta da Lire 1 – Diametro
mm. 21,6 – Peso gr. 1,25.
Contorno liscio: sul diritto
testa di Cerere coronata di spighe, lungo il bordo “Repubblica
Italiana”. – Sul rovescio un ramoscello d’arancio.

Sul rovescio di
ogni moneta sono incisi il rispettivo valore, l’anno di emissione e le
sigla R (Roma).
Tutte le nuove
monete sono di una lega speciale “ITALMA” composta di alluminio e
magnesio, con una minima percentuale di manganese, prodotta dall’A.S.A.
(Alluminio Soc. Anonima).
I quantitativi di emissione
furono previsti per un importo di:
- 4 miliardi in monete da 10
Lire
- 3 miliardi e mezzo in monete
da 5 Lire
- 300 milioni in monete da 2
Lire
- 200 milioni in monete da 1
Lira,
per complessivi 8 miliardi di
Lire.
Ma a tutt’oggi non
si conosce se il Consiglio di Stato ha approvato il contratto per la
fornitura del materiale occorrente, mentre dalle notizie attinte da “IL
GLOBO” del 25 giugno dello scorso anno risulta che nelle nuove monete
metalliche si sono finora coniati, prima, 40.000 pezzi e poi, in virtù
di un contratto stipulato provvisoriamente, altri 300.000 pezzi che,
sebbene siano stati regolarmente esitati dalla Tesoreria Centrale, non
figurano praticamente in circolazione, dato che i detentori li
trattengono presso di loro, o perché rappresentano una novità, o perché
dalla loro cessione si ripromettono di ricavare un valore superiore a
quello nominale, giacché dal punto di vista numismatico, a differenza
delle altre che verranno successivamente coniate, le attuali serie
costituiranno quello che i collezionisti chiamano una rarità, recando
impresso l’anno “1946”.
Fra l’altro è da
ritenersi che la lega “ITALMA” sotto molti aspetti non sostituisca
troppo vantaggiosamente l’”ACMONITAL”, al quale si è dovuto rinunciare
necessariamente dato il suo elevato costo di produzione, mentre potrebbe
anche darsi che imprevedibili fattori politici ed economici oggi
influiscano sull’opportunità di riprendere o meno la monetazione
metallica in alluminio ed in questo caso è evidente che le monete
esitate e non ancora in circolazione si presterebbe sotto un
interessante aspetto numismatico.
Agli Enti competenti
è stata prospettata infatti la possibilità di coniare delle monete
metalliche da 50 e da 100 lire in “ACMONITAL”, ma le trattative sono
condotte con un giustificato riserbo.
Da indiscrezioni
apparse sui giornali e recentemente sulla “Stampa Sera” del 23 gennaio
c.a. pare che sia stato firmato un decreto ministeriale che autorizza
un’emissione di monete metalliche in pezzatura diversa da quella
prevista, e più precisamente, da 1 Lira – 5 Lire – 10 Lire – 50 Lire e
100 Lire portando la pezzatura minima del biglietto di Stato a 500 Lire.
La Zecca potrebbe
iniziare il lavoro al ritmo di 400.000 pezzi al giorno e secondo le
previsioni fatte dal Ministero del Tesoro, l’intero ammontare dei
biglietti di banca in circolazione potrà essere sostituito con monete
metalliche nello spazio di tre anni.
Se venisse accettata una
proposta di un tecnico liberale, dovrebbe essere creato una nuova
moneta, il fiorino, del valore di lire 100.
Il fiorino dovrebbe in
tal caso divenire l’unità di misura monetaria e la lira verrebbe ad
assumere il valore che prima del 1914 aveva il centesimo.
In tal caso il biglietto da
mille potrebbe essere sostituito da una moneta d’argento di 10 fiorini.
Se invece venisse
ripresa la nuova monetazione metallica in alluminio per le sole
pezzature minori, dato che l’attuale circolazione cartacea in biglietti
di Stato ammonta a 8 miliardi di Lire, che corrispondono al miliardo e
quattrocento milioni di pezzi di quello che dovrebbe essere la nuova
circolazione metallica, la sostituzione tra le vecchie e le nuove monete
non potrà dirsi completa prima di 4 o 5 anni, calcolando la produzione
media dei nuovi pezzi metallici nella misura di un milione al giorno da
parte della Zecca.
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