Poesia "Monede Veje"

 

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dall’Annuario Numismatico Rinaldi – 1947

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              Monede Veje

 Di Giovanni Calchera (1907 – 1994)

         Posà en sël còti d’un astucc pressios

         pd’òr d’ij imperator

         a mostro i segn del temp e ‘nt’ël color

         dla patin-a sutila, ‘l gir curios

 

                  ‘d na bela testa antica e le figure

                  ch’a dan vita a la nostra civiltà;

                  l’art e le meravije d’un temp passà

                  a rivivo le glorie sue pì pure.

 

         Dësmentià finalment l’antica bòria,

         j’é ‘n cole còse ‘n cit tesòr,

         frise ‘d na gròssa pagina dë stòria

 

                  j imperator, ën col astucc pressios,

                  ën sle monede e ‘n sle medaje d’òr

                  as na deurno tranquij ën sle vlù ros.

             Vecchie Monete

        

        

         Posate sul piano di un astuccio prezioso

poche monete d’oro degli imperatori

mostrano i segni del tempo nei colori

dalla sottile patina, il cerchio curioso

 

di una bella testa antica e le figure

che danno vita alla nostra civiltà,

l’arte e le meraviglie del tempo passato di già

rivivono le loro glorie più pure

 

Dimenticata finalmente l’antica boria,

c’è in quelle poche cose un piccolo tesoro,

briciole di una grande pagina di storia

 

gli imperatori, in quell’astuccio prezioso

sulle monete e sulle medaglie d’oro

si riposan tranquilli sul velluto rosso.

         ____________________

           Tradotta dal dialetto piemontese dal figlio Ettore, attuale Presidente del Centro.

   

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